Sei qui: RerlegalBlog LegaleGiurisprudenzaIl Tribunale di Roma si pronuncia in tema di risarcimento danni da utilizzo di software senza licenza.

Il Tribunale di Roma si pronuncia in tema di risarcimento danni da utilizzo di software senza licenza.

Con una recente sentenza il Tribunale di Roma ha condannato al risarcimento anni una società che aveva utilizzato senza licenza i programmi per elaboratore delle attrici installandoli sui propri server e personal computer. Il Tribunale ha ritenuto che le evidenze acquisite nella fase cautelare ante causam di descrizione consentissero di ritenere la convenuta responsabile della riproduzione, detenzione e utilizzazione non autorizzata dei programmi di titolarità delle attrici e che dette condotte integrassero sia l’illecito civile previsto dall’art. 64 bis della Legge Autore, nonché illecito penale ai sensi dell’art. 171 bis della medesima legge. In relazione al quantum debeatur il Tribunale di Roma ha ritenuto che la società convenuta dovesse rispondere sia del danno patrimoniale (sotto forma di lucro cessante e di danno emergente) che del danno non patrimoniale. Con riferimento al danno patrimoniale il Tribunale ha stabilito che l’importo dovuto a titolo di lucro cessante andasse individuato nel prezzo di mercato delle licenze relative ai software illecitamente utilizzati dalla convenuta, utilizzando come parametro i prezzi risultanti dal listino depositato dalle attrici. A tale importo il Tribunale ha poi aggiunto il danno emergente, liquidandolo in via equitativa e attribuendogli una funzione ripristinatoria della sfera patrimoniale del soggetto leso, inteso come ristoro per le spese sostenute dall’attrice nel contrasto alla pirateria informatica con specifico riferimento anche alla complessa attività di controllo delle contraffazioni, secondo un principio applicato in casi analoghi anche dal Tribunale di Milano. Infine, il Tribunale ha ritenuto il reato di cui all’articolo 171 bis della Legge Autore conoscibile dal Giudice civile ai fini della liquidazione del risarcimento del danno non patrimoniale che è stato quantificato, in un’ottica deterrente, nella somma pari al complessivo danno patrimoniale. Il Tribunale ha poi condannato la società convenuta al pagamento degli interessi, delle spese legali relative anche alla fase cautelare ante causam di descrizione, alle spese di consulenza tecnica d’ufficio e alla pubblicazione della sentenza su due importanti quotidiani nazionali a spese della stessa. Il Tribunale ha infine ordinato alla convenuta di rimuovere i programmi per elaboratore illecitamente duplicati dai propri personal computer e server, inibendo la prosecuzione dell’illecito e imponendo alla stessa una penale per ogni inosservanza o ritardo nell’esecuzione del provvedimento stesso.